Guestbook. Intervista a Paolo “Pablito” Rossi

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Per presentare l'ospite di oggi, facciamo finta di non conoscerlo e cerchiamo qualche informazione su Wikipedia: "è stato campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982, competizione nel quale fu capocannoniere con 6 reti e successivamente Pallone d'Oro. È l'unico calciatore, insieme a Mario Kempes (vincitore del Pallone d'Oro sudamericano) e Ronaldo, ad aver raggiunto questi tre traguardi nello stesso anno. È stato inserito nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer e nel 2004 è in quella del FIFA 100, la lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA". Paolo, o meglio "Pablito", in pochi clic sono riuscito a trovare una definizione così esplicativa per introdurre ai lettori del nostro blog la tua importanza per il calcio mondiale. Ci racconti se e come gli strumenti offerti dal web hanno cambiato la tua vita professionale e personale? Internet ha cambiato la vita di tutti, compresa la mia. Anche noi che non siamo certamente figli della generazione tecnologica siamo stati costretti ad adeguarci. Oggi, in tempo reale si riescono ad aprire finestre in tutto il mondo per ottenere informazioni di qualsiasi genere. È assolutamente straordinario pensare che attraverso un clic tu possa accedere, entrare, parlare e scambiare opinioni con milioni di persone. Attenzione però, il mezzo è da usare con parsimonia e poi manca del calore umano. In ogni caso ritengo sia la più grande invenzione del 20° secolo. Circa un mese fa, in rete, abbiamo assistito a un esperimento unico di condivisione per un evento calcistico: la prima partita dell'FA Cup inglese tra FC Wembley e Ascot United è stata trasmessa in diretta su Facebook, aumentando l'audience reale di una piccola squadra come l'Ascot (1150 spettatori sugli spalti) a 700 milioni di spettatori potenziali. Pensi che sia una cosa replicabile, magari anche per le grandi squadre italiane? Anche per il calcio, così come per tanti altri sport, il contributo di Internet non potrà che crescere col tempo. La prima partita di calcio della FA Cup inglese su Facebook è la prima diretta di un evento mondiale. Non penso però che potrà soppiantare la tv né tantomeno lo stadio. Tutto lo sport vissuto dal vivo riesce a darti emozioni e sensazioni che uno schermo non sarà mai in grado di darti. I nostri lettori ricorderanno sicuramente il nostro post "Totosocial", scritto in occasione dell'inizio del campionato di serie A, in cui, per gioco, stilavamo una speciale classifica calcolata incrociando dati provenienti sia dal seguito "social" delle squadre che dagli investimenti sul mercato e il loro monte ingaggi. Rileggendo quella classifica, secondo te ci abbiamo preso ed è quello che possiamo aspettarci alla fine del campionato? Totosocial è un gioco interessante ma siccome il calcio non è matematica, può funzionare relativamente. Nel senso che, calcolando investimenti, monte ingaggi etc., ci puoi andare vicino ma il calcio non è una scienza esatta. Per quanti anni abbiamo assistito ad investimenti faraonici di società che hanno dovuto attendere molto tempo prima di raggiungere qualche obiettivo importante, vedi Inter, Chelsea (sono 8 anni che Abramovich cerca di vincere la Champions League senza riuscirci), Real Madrid ed altre ancora. È anche vero, però, che disporre di molti denari da investire per acquisire i più forti giocatori sul mercato significa avere maggiori possibilità di successo. Milan, Juventus, Inter e Napoli, anche se non in quest’ordine, saranno certamente le principali protagoniste del campionato 2011-12. Nel 1982, domenica pomeriggio c'era 90' minuto, le partite si ascoltavano alla stessa ora alla radio e la sera dell'11 luglio c'era Nando Martellini a urlare "Campioni del mondo". Oggi le partite possiamo vederle tutte, si gioca quasi tutti i giorni della settimana e possiamo anche mettere in pausa la diretta se abbiamo voglia di prendere un caffé. È ancora possibile, secondo te, vivere la partita con la stessa gioia ed emozione di quei mondiali? La frammentazione televisiva a cui assistiamo oggi ha tolto sicuramente quella spasmodica attesa degli incontri tutti concentrati alle 14.30 di ogni domenica. Gli interessi televisivi dei maggiori network consentono però alle società di calcio di far entrare nelle loro casse molto più denaro. Comunque, questa nuova programmazione televisiva non toglie emozioni agli incontri di calcio, anche se nell'82 il clima sociale era diverso, l'Italia era diversa da quella di oggi, il calcio si viveva diversamente e poi c'era più poesia. Sempre nel 1982, un doppione della tua figurina la scambiavo almeno con altre 4 e solo di calciatori di serie A. Oggi, mio figlio, a quale giocatore italiano potrebbe attribuire un simile valore e perché? Nel panorama attuale non ci sono molti calciatori che porterei come esempio per i giovani che guardano con passione il calcio. Sto parlando di calciatori che devono mostrare qualità non solo sul campo. Un nome però lo faccio volentieri ed è quello di Lionel Messi, il piccolo-grande attaccante del Barcellona e della nazionale argentina, già due volte pallone d'oro. È un ragazzo straordinario, con doti tecniche fuori dal comune ma è anche un ragazzo dal comportamento cristallino. Mai visto protestare, mai una parola fuori posto, umile, pare non sia stato ancora contagiato dal mondo milionario da cui è circondato. Grazie per aver accettato il nostro invito.

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