The Nation’s Oil Paintings

In Riflessioni
Stamane mi sono ritrovato a parlare con una mia cara amica (che ringrazio per la segnalazione) sul progetto della Public Catalogue Foundation che, in collaborazione con la BBC, sta pubblicando online l'intero catalogo di dipinti a disposizione dell'organizzazione. Come si legge dal loro sito, c'è la consapevolezza che il web rappresenti senz'altro un modo per sviluppare l'accesso pubblico a questa collezione di ben duecentomila dipinti ad olio. Una quantità considerevole che necessita di essere ricercabile (perché non esisti se i motori di ricerca non ti trovano).  Per questa esigenza è stato sviluppato "Your Paintings Tagger", una piattaforma in cui gli utenti possono contribuire a taggare i dipinti del catalogo e renderli disponibili ad essere trovati e consultati. Una sorta di SEO crowdsourcing insomma. Secondo me, un'iniziativa da promuovere a metà. Cosa mi piace. L'approccio "social" che risponde a due esigenze: quella di diffusione e conoscenza della collezione e quella di supporto  alla catalogazione.  La rete è fatta di persone, sono loro che ne rappresentano la risorsa più grande. In progetti di utilità pubblica,  esse possono contribuire creando "valore" e ricevendone in cambio. Cosa NON mi piace."The principal outcome of the partnership with the BBC will be the creation of a vibrant and highly searchable website". Highly searchable sì, vibrant per niente. Non c'è niente di pulsante, né nella struttura del sito, né nei colori, né nel processo di tagging. È tutto così statico e chirurgico. Vuoi fare conoscere una preziosa collezione d'arte completamente gratuita? Vuoi l'aiuto della gente? Dove sono le emozioni? È il "calore" della call to action che fa "affezionare" al tuo sito. Posto così, il prendere parte al progetto di tagging è quasi da compito in classe  o passatempo per gli anziani in una casa di riposo. Ecco,"vibrant" proprio no. Non sarà che non rientro nel target di questo progetto e con me quella fascia di età tra i 24 e i 45 anni? Se fosse così, si perde quell'afflato di diffusione dell'arte tra la gente che tanto viene sbandierato nel progetto. Effetto indesiderato o approccio cosciente? Volendo estremizzare, i tag che ne usciranno potranno essere rappresentativi per una fascia di pubblico ma un target diverso forse non riuscirà mai a trovare un dipinto categorizzato con criteri a lui estranei. Sono troppo critico? Qualcuno mi aiuti a capire. Grazie.

Share and Enjoy