Un medium ostinato

In Riflessioni
La tv è il medium portante, sfortunatamente o fortunatamente, della cultura italiana e non solo. I motivi di questa costante crescita esponenziale della fruizione televisiva sono molteplici, ma negli ultimi anni ci sono state notevoli mutazioni che rendono obsoleto definire il medium con il suo vecchio naming. Dopo l'esplosione delle pay-per-view, del dgtvi e la presunta interazione, lo streaming tv e app social tv, si può ancora definire il medium semplicemente TV? Etimologicamente si parla sempre di una visione a distanza, ma ciò che porta il fruitore, non più lo spettatore, a servirsi della televisione non è più la possibilità di vedere un contenuto fisicamente irraggiungibile, ma la possibilità di informarsi, condividere, discutere, disapprovare, etc. Il fruitore televisivo necessita di interazioni, volte a produrre contenuti e non a consumarne di prefissati. Contenuti generati non solo dall'individualità ma in particolar modo dalla community di cui si fa parte. Nel caso in cui l'interazione con la community viene a mancare e/o non viene alimentata, la fruizione del contenuto televisivo è destinata ad affievolirsi. Una recente analisi Nielsen mostra come stia aumentando l'utilizzo contemporaneo della tv e internet, quindi, di come si cerchi un dialogo negato dal primo medium attraverso l'altro più interattivo. Un utilizzo contemporaneo dovuto semplicemente all'incapacità, almeno per l'utenza di massa, di sostituire il medium "morente" con il  più democratico internet. Una visione, la mia, che porterebbe tra qualche anno a considerare la tv esclusivamente dal lato fisico. Un punto di accesso/utilizzo della rete, non più medium ma soprammobile. Una visione potenzialmente errata, visto che i primi spasmi iniziano a farsi sentire oltreoceano. La social tv sta cercando di mutare il mezzo, spingendolo verso un upgrade più che necessario. Le social tv app (Miso, GetGlue, etc.) sono un punto di contatto tra il fruitore e la sua community, rendendo possibile la comunicazione intorno al prodotto mostrato. L'utilizzo di questo dispositivi intermediari è in forte crescita, meno in Europa, ma i produttori televisivi ignorano il tutto restando indifferenti alla tendenza. Se la tv è sostenuta dagli introiti pubblicitari, perché in primis il marketing non riesce a servirsi di questo fenomeno. Che marketing vorremo per la social tv? Accontentarci di un percorso meta-pubblicitario sarebbe riduttivo.

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