I volti dei politici 2.0

In Social Media
Finiti i tempi in cui vigeva solamente la comunicazione di piazza, i politici 2.0 si stanno affacciando da qualche anno al mondo dei social network. Ci troviamo di fronte ad una generazione che li costringe ad inseguire la rapidità dell’informazione, in cui tuttavia permane il contatto e la comunicazione face to face nelle piazze. Approcci diversi, modi di comunicare diversi. Se si vuole raggiungere il pubblico giovanile o semplicemente “smart”, bisogna capirne il linguaggio ed appassionarsi ai loro trend. Da pochi giorni è stato pubblicato un Infografico, realizzato da Info che mostra sinteticamente l’uso che i nostri politici fanno del social network più in voga: Facebook. La ricerca si è basata su una raccolta di dati dal 2008 al 2010 su 952 parlamentari, 109 sindaci e 713 amministratori locali. Emerge che Nicola Vendola è il politico più popolare su Facebook, seguito da Silvio Berlusconi. Ciò che non stupisce è il fatto che i giovani amministratori locali sono principalmente coloro i quali utilizzano correttamente il mezzo. Non basta aprire una pagina fan per far parte della community, la presenza non equivale all’integrazione. Per essere social si deve interagire con i propri utenti ed è proprio questo lo stallo di molti politici che si definiscono 2.0; solamente il 55% di questi interagisce con gli utenti. Andando ad osservare come i primi tre politici in voga su Facebook si muovono su Twitter, si notano comportamenti distinti. L’Onorevole Antonio Di Pietro - al terzo posto su Facebook - è un utente Twitter “doc” che conta 33.164 follower - al momento - e il suo aggiornamento di status è molto frequente. Differentemente il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha un profilo Twitter ufficiale, pur stando al secondo posto in classifica tra i politici che hanno più fan su Facebook. Cosa significa quindi essere un politico 2.0? Basta semplicemente avere un profilo su un social network?  

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