Guestbook. Intervista a Simone Nigro

In Guestbook, Vita aziendale
Non facevo interviste dai tempi di Radio Break Campania, novanta e cinquecento in modulazione di frequenza. Giravo con un quaderno e un registratore, prendendo appuntamenti con segretari di sezione, assessori e sindaco. Sognavo la bella politica, portavo dentro il peso della bella scrittura. È passato quasi un quarto di secolo e mi ritrovo a porre domande. A chi un quarto di secolo fa, aveva sì e no due anni e nessuna idea di hertz e megahertz. E però, ha saputo confermare che i sogni non muoiono ma si evolvono. Sto parlando di Simone, che oggi lascia Estrogeni dopo circa otto mesi di collaborazione prima timida, poi partecipativa, sempre viva e talvolta anche vivace. Ci lascia più ricchi, più intriganti, evoluti. In una parola, sereni. Per un Ceo, non esiste talento migliore. Non a caso, insieme ai lavori in progress, non si è tirato indietro difronte alla sfida che - fiduciosi - gli abbiamo lanciato, di condurre in prima persona l’attività di selezione del suo successore. Quando mi hai comunicato la decisione, era un lunedì ed era il primo giorno a via Nomentana 222. Ricordi, invece, il primo giorno a Estrogeni? Prima di rispondere, permettimi di parlare del mio ultimo lavoro ad Estrogeni: la selezione del mio sostituto. Credo sia stato alla stesso tempo il lavoro più difficile che abbia fatto qui ma anche quello che mi è riuscito meglio. I pochi giorni passati a contatto con Antonio, mi sono bastati per capire che saprà fare molto meglio di quanto abbia fatto io e se da un lato mi dispiace sapere che non sentirete la mia mancanza, dall’altro sono felice di aver fatto un buon lavoro. Tornando al mio primo giorno, lo ricordo come se fosse ieri e come tutte le “prime volte” ne ho un ricordo vivido a cui oggi guardo con sorriso, ma anche un pizzico di malinconia. Mi sentivo sì elettrizzato dalla nuova esperienza però contemporaneamente mi chiedevo se sarei stato all’altezza. Fu una giornata decisamente molto lunga. Che cosa ti colpiva, in positivo e negativo? Iniziamo dal lato negativo, così ci togliamo il “dente”. La prima volta che venni a fare il colloquio (ne feci due), ebbi una brutta impressione legata al luogo (i vecchi uffici). Dall’esterno non era molto rassicurante, sembrava uno scantinato e mentre raggiungevo l’entrata pensavo “ma dove sono capitato”. Appena dentro (e qui arriva quello che più in positivo mi ha colpito), capii che invece ero nel posto giusto, un ambiente giovane, dinamico e vivace. Una volta tanto, è stata la seconda impressione quella giusta ed Estrogeni si è confermata essere un lungo ricco di idee (forse anche troppe) e di tanta voglia di sperimentare e sorprendere. Poi adesso, ci sono finalmente anche i nuovi uffici a dissipare ogni dubbio. Rispetto alle nostre debolezze, hai intravisto un’evoluzione ovvero un’involuzione nel nostro percorso aziendale? A parte l’involuzione personale nel comprendere pianamente le tue domande in questi otto mesi, che credo abbia raggiunto il suo stadio terminale in questa domanda, sono convinto che i risultati delle ultime campagne siano la migliore dimostrazione della qualità del lavoro del gruppo. Questo è un campo in cui non puoi permetterti di involgere. Forse è vero per tutti i campi ma lo è ancora di più per il marketing e gli ultimi successi sono la conferma di un evoluzione continua e continuata, sempre alla ricerca di nuove strade e nuove strategie. Se ci fosse stata un’involuzione, forse a quest’ora non saremmo nemmeno qui a parlarne. Quale percorso di crescita ci suggeriresti, per gli anni a seguire? In quale ambito ritieni possano essere colte le migliori opportunità? Credo che i media tradizionali abbiano solo qualche decennio davanti, prima di essere soppiantati definitivamente dalla rete e quando succederà, il marketing dovrà adattarsi. Credo che già oggi, le persone abbiano sviluppato un’insofferenza o meglio come degli anticorpi verso il marketing convenzionale, ne è talmente “bombardata” che ormai nemmeno lo percepisce più. Bisogna quindi investire su nuove idee e puntare alla rete, sfruttando soprattutto le potenzialità sociali del mezzo. I testimonial del futuro non saranno più gli attori o i cantanti famosi, ma i nostri amici che ci consiglieranno cosa leggere o cosa comprare tramite i social network. Credo che Estrogeni, che fa del “social media marketing” il suo cavallo di battaglia, sia già sulla strada giusta. Bisogna solo aspettare che anche i clienti siano più disponibili a precorrere i tempi oggi, piuttosto che inseguirli domani. Voi intanto state già correndo e questo è bene. Il migliore augurio che vi posso fare e quello di non fermarvi mai. Ok, ti aspettiamo al next level. Che magari, chissà, potrà avere ancora l’aria (non condizionata) e l’energia di uno scantinato. Dove tutto è cominciato.

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