Guestbook. Intervista a Roberto Bernabò [parte 1]

In Guestbook
Oggi è con noi Roberto Bernabò, autore dal 2004 del blog "Cinemavistodame" e "Socialdigitalknowledge". Si descrive così: "Io non sono un critico cinematografico, non lo sono mai stato, né ho alcuna velleità di diventarlo. Sono solo una persona visceralmente attratta dalle immagini, e dalle storie raccontate per il loro tramite". Lo abbiamo intervistato per avere un suo parere su come la realtà cinematografica si sta evolvendo e adattando alle attuali esigenze sociali/generazionali. Sappiamo che ha iniziato a scrivere sul suo blog dal 2004, pensa che sia cambiato da quell’anno ai nostri giorni il modo di promozione dei film? Direi di si.  Prima di internet la promozione dei film avveniva in modo molto tradizionale.  Di un film si sapeva poco e niente, se non si era degli addetti ai lavori, e se non si leggeva qualche rivista specializzata. Gli uffici stampa inviavano le fiches dei film solo ai media tradizionali, e non era facile, per un appassionato, trovare fonti diverse da quelle. I giornali recensivano solo i film, diciamo di punta, e non c'era, di fatto, modo di accedere facilmente a conoscenze, anche basic, circa il linguaggio audiovisivo, le strutture narrative dei film, ed altri elementi utili per comprendere, meglio, l'opera cinematografica tout court. Con internet molte cose sono cambiate, anche dal 2004 ad oggi. In primo luogo anche l'industria cinematografica si è accorta che, nella rete, ci sono molti appassionati che scrivono, commentano o, come si dice oggi, conversano, con autorevolezza, sul Cinema. Ed allora perché non stimolare e governare il buzz, invece di subirlo? Creando una sorta di comunicazione virale? I blog più accreditati, vengono, al riguardo, individuati in base a parametri inerenti la loro autorevolezza, il loro pagerank, la loro indicizzazione e visibilità nei motori di ricerca. Può succedere, quindi, che persino dei mostri sacri come la Universal Picture, un vero e proprio colosso dell'industria del cinema, grazie alla democraticità specifica di internet - le cui fonti vengono gerarchizzate dai motori di ricerca, e non solo dagli editori - attraverso agenzia stampa specializzate nella diffusione virale della promozione cinematografica in rete, possa accorgersi di certi blogger, ed invitarli (come succede anche a me, sempre più frequentemente), a proiezioni in anteprima di film, per i quali hanno particolare cura, sin dalla fase antecedente l'uscita nelle sale, al fine di creare un buzz sulla rete. Queste agenzie registrano, talvolta, i blogger su siti di condivisione di materiali, di trailer, che poi possono essere uploadati sui propri canali YouTube, anche se, di fatto, resta al blogger la libertà di scrivere o no, sul film.  Queste iniziative nel 2004 non esistevano, ed a mio parere, dimostrano, invece, la diversa consapevolezza del ruolo che i blog hanno contribuito a creare verso una nuova forma di cinefilia ed anche, come nel mio caso, di diffusione delle conoscenze inerenti l'argomento cinema, per troppo tempo delegate solo ai giornalisti accreditati come critici cinematografici. Il ruolo dei cine-blog, però, non deve essere confuso con quello dei siti internet dedicati al cinema, anche se, sempre più, ormai, anche queste risorse, tendono a coinvolgere gli utenti. Come ho già detto, infatti, i cine-blogger hanno contribuito, e stanno ancora, in larga parte contribuendo, almeno i più attivi, ad una nuova occasione di sviluppo della cinefilia, perché offrono agli utenti elementi informativi aggiuntivi, circa il loro reale gradimento di un film, attraverso analisi basate sullo studio dell'opera, ma comunicate al pubblico con un linguaggio spesso più informale, e, soprattutto, scevro dai condizionamenti di linee editoriali da seguire. Questo aiuta gli utenti, che, spesso, non sanno come orientare le loro scelte, attraverso le critiche stroppo standardizzate ed asettiche dei siti di cinema, che, però, proprio incalzati dal modo di comunicare dei blog, stanno iniziando a sbilanciarsi di più. Poi, certo, ci sarebbe tutto il discorso dei Social Network, ma, temo, ci porterebbe ad allargare troppo il discorso, ed in parte anche fuori tema, peraltro. Questa era solo la prima parte dell'intervista a Roberto, tornate domani per la seconda, vi aspettiamo.

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