Guestbook. Intervista a Orlando Merone

In Guestbook
Sono entrato in contatto con Orlando leggendo i risulati dello Startup week romano del 2010, dove con una valida squadra è riuscito a buttare giù la struttura di un'idea vincente, di cui torneremo a parlare molto presto. Una personalità poliedrica capace di passare dalla programmazione web alla gestione della comunicazione aziendale. Un personaggio con moltissime idee, pronto alla discussione e al confronto. Essendo un architetto di interfacce web, anche complesse, mi incuriosiva il percorso che la grafica sta facendo e come le aziende stanno rispondendo a questa mutazione. Sei un freelance che copre molteplici settori del web, ma sei costretto a muoverti per l'Italia per stipulare accordi con il cliente. In Italia c'è ancora bisogno di questo "rapporto fisico", anche se si forniscono prodotti/consulenze virtuali. Credo sia una vecchia idea imprenditoriale, che modificata potrebbe apportare un miglioramento all'intero flusso economico. Che ne pensi? Credo che, per la dinamicità richiesta da questo tipo di mercato, le vecchie logiche della "stretta di mano" possano tranquillamente essere svecchiate da approcci web, che riducano e semplifichino tempi, trattative e costi di gestione professionale. Attualmente, la maggior parte delle richieste che ho, mi arrivano dal web. Credo nell'importanza del "sapersi far trovare" da interlocutori (e poi clienti) affini alla propria natura professionale. Uso i social networks e i maggiori strumenti che il web mette a disposizione per presentarsi professionalmente, il passaparola fa il resto anche a centinaia di km dal proprio Mac! Progetti interfacce per piattaforme complesse, spesso utilizzabili esclusivamente da dispositivi mobile. Le ridotte dimensioni del dispositivo limitano la tua creatività e/o rendono la progettazione molto più complessa? Maggiore fruibilità comporta una forte semplificazione del design o quello che abbiamo oggi è solo l'inizio di un nuovo modo di "guardare" il web? Maggiore fruibilità comporta una semplificazione del design solo se nello sviluppo di un progetto non si parte già da una visione aperta al multidevice. Il nuovo modo di guardare il web sarà davvero nuovo quando si inizierà a pensare a progetti mobile, o app based, non come "adattamenti", non come "appendici", di ciò che esiste o si sta sviluppando, ma come parte integrante di una comunicazione coordinata, e soprattutto senza guardare prima alle statistiche di accesso. La local mobile search è sempre più utilizzata a dispetto di chi si chiede ancora "ma chi li usa 'sti smartphones?". "Tutto intorno a te" (qualche anno fa era il payoff di una nota compagnia telefonica) penso che sia ora più che mai vero: il cardine fondamentale da cui partire per costruire realmente un nuovo modo di "guardare" il web. Viste le vendite dei dispositivi mobile e i mutamenti dell'utilizzo del web, queste idee di progettazione dovrebbero essere adottate quanto prima per evitare delle perdite economiche. Come si può convincere i dinosauri del web browsing ad aggiornarsi? Credi che l'app based sia il futuro di internet e che ruolo avrà la "vecchia" programmazione browser? I segnali che arrivano dalle vendite dei dispositivi mobile e dagli investimenti che vengono fatti dai giganti del web e delle telecomunicazioni sono chiari. La fruizione di contenuti "mobile" acquisirà sempre maggior spazio soprattutto con l'avvento dei sistemi di telefonia mobile di quarta generazione, che renderanno la navigazione ancora più veloce. Ad oggi, su tre cellulari venduti, uno è uno smartphone di ultima generazione, i prezzi per la trasmissione mobile di dati calano velocemente, i maggiori operatori del web stringono alleanze e partnership con produttori di telefonia ed operatori delle telecomunicazioni. La possibilità di ottenere velocemente (come anche di produrle!) informazioni utili "intorno a noi" è il futuro di internet  ed è in quella direzione che si deve guardare. L'app based è stato il vero apripista della rivoluzione mobile, ma credo anche che la "local mobile search" prenderà sempre più piede e di conseguenza lo sviluppo, grazie a nuovi standard che aprono un mondo di possibilità per il webdesign, di soluzioni "browser" per i dispositivi mobili.

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  • Sulla prima domanda suggerirei una riflessione: mi riesce difficile pensare alla relazione esclusivamente utilizzando gli strumenti web. Meglio integrarli con il contatto fisico con il proprio interlocutore (prospect o cliente che sia…). Non voglio sembrare bacchettone o scontato (si è dibattuto fin troppo sulla ‘vita virtuale’) ma ho esperienza personale di gente brillante on line e incapace di gestire rapporti dal vivo. A mio avviso il social web, il contatto on-line deve essere “sostenibile”, cioè realizzato in modo che lasci spazio ancora alle relazioni off-line, che non le sostituisca del tutto…che ne dite?

  • Orlando TM Merone

    @MacsBene sono d’accordo con te quando parli di “contatto sostenibile”, ma vedo la necessità di fare delle distinzioni. Per ciò che riguarda importanti opportunità sono il primo a rendermi disponibile per un confronto conoscitivo off-line.
    Ma per ciò che riguarda opportunità “una tantum”, che magari per esigenze di mercato devono avere costi di produzione minimi e che richiedono tempi di lavorazione strettissimi, credo possano bastare i semplici strumenti che il web mette a disposizione sia per presentarsi, che per gestire ed ottimizzare il lavoro.

  • Il contatto fisico è necessario per stringere un accordo commerciale, ma non deve limitarlo e/o vietarlo. Nell’era delle comunicazione digitale il rapporto economico non può limitarsi al contatto fisico, quando ciò che viene richiesto è qualcosa di virtuale.
    La mia era solo una provocazione volta a comprendere le difficoltà, che un freelance del settore web, ha in una nazione che procede a piccoli passi verso la digitalizzazione