Guestbook. Intervista a Luce StRagista

In Guestbook
Questa settimana vi presentiamo Luce StRagista, la blogger che da dicembre 2008 critica con ironia lo sfruttamento lavorativo, in particolare quello giovanile. Il blog è per Luce uno strumento di protesta e di sfogo e nello stesso tempo ha dato la possibilità a molti giovani di confrontarsi e rispecchiarsi nelle situazioni da lei raccontate. Il suo profilo facebook conta più di 3800 amici (genera il 18% delle visite al sito)  ed ha più di 1.300 follower su twitter. Lei preferisce mantenere l'anonimato e si presenta su Internet con il suo avatar. Oggi è con noi e ci racconta come è nata la sua idea di iniziare a scrivere il blog Vita da StRagista. Come mai hai scelto un blog per affrontare l'argomento stage? Ho scelto il blog per affrontare l'argomento stage perchè è uno strumento di comunicazione che mi mette molto a mio agio. Mi permette di esprimermi liberamente, senza che nessuno debba adattare ciò che ho voglia di dire, inoltre posso comunicare al meglio arricchendo i post che raccontano le avventure che riguardano la " Vita da StRagista" con foto e video. E poi, ultimi, ma non per importanza, i commenti dei miei lettori che stimolano la creatività e che innescano anche dei piccoli dibattiti che spero possano essere costruttivi nell'affrontare la questione stage a livello istituzionale e nell'opinione pubblica, più in generale. Quali altri strumenti di social media marketing utilizzi per diffondere i tuoi post? Principalmente pubblico i miei post su Facebook, Twitter, Myspace e Linkedin. Facebook mi permette di avere una platea molto vasta a cui rivolgermi e grazie ad esso ho conosciuto molti gruppi attivi per la "causa sociale" degli stagisti come, ad esempio, gli appartenenti al gruppo il Manifesto dello Stagista. Twitter è il mio preferito: a volte basta poco per innescare, sull'onda dei retweet, una discussione con spunti interessanti. Linkedin, invece, è utile soprattutto per far conoscere la mia attività e avere qualche riscontro (spero!) in ambito lavorativo. Ritieni che in qualche modo ci sia effettivamente una "morte del blog"? Non ritengo affatto che ci sia una morte dei blog. Anzi. In un paese come l'Italia in cui per noi giovani è molto difficile mettersi in luce e inserirsi nel mondo del lavoro, il blog diventa una vetrina per mostrare le proprie capacità che spesso valgono molto di più di un rimborso spese. E lì non esistono raccomandazioni! Sono soltanto la creatività e la capacità di autopromuoversi a permettere ad un blogger di crearsi un seguito. Il blog rappresenta inoltre un canale alternativo attraverso il quale diffondere notizie e visioni critiche di esse che spesso non trovano spazio nei media tradizionali. Per quanto riguarda il concetto di stage come apprendimento e la sua distorsione nella realtà di tutti i giorni, a mio avviso, sono stati proprio i blogger a portarla alla ribalta ottenendo l'attenzione dei media tradizionali, tanto che finalmente anche i sindacati si stanno occupando della questione. Quindi non credo proprio che i blog siano vicini alla morte, anzi, credo che come avviene già negli Stati Uniti, sempre più le opinioni dei cittadini nasceranno dai blog e questo non può che fare bene alla nostra democrazia!

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