Guestbook. Intervista a Daniele Montemale

In Guestbook, Marketing non convenzionale
Il nostro ospite di oggi potrebbe essere tranquillamente definito un "nomade del non convenzionale". Stiamo parlando di Daniele Montemale, aka Viralavatar, romano di nascita ma giramondo per vocazione. Daniele è un non conventional strategic planner free lance specializzato in marketing virale, buzz marketing, word of mouth, guerrilla marketing e social media marketing. Come free lance, Daniele ha la possibilità di lavorare ovunque si trovi, potendo così spostarsi in continuazione fra l'Italia e il resto d'Europa e del mondo.  Il non convenzionale è inoltre anche il tema del blog di Daniele, viralavatar.com. Ciao Daniele, benvenuto e grazie di aver accettato il nostro invito! In un tuo post del settembre scorso ti chiedevi se il viral marketing fosse morto. Che risposta ti sei dato? Un saluto a voi. Come ben sapete la rete corre e si evolve rapidamente. Quello che vale ora può non valere fra sei mesi. Quello che posso dire con certezza è che la rete è ormai matura e le figure professionali che sono nate dalla sua nascita, si stanno definendo e molte di queste convergono in un'unica. Ciò è dato evidentemente anche dalle piattaforme che crescono e diventano Hub essenziali non solo della rete ma nella vita delle persone. Facebook, Twitter, giornali on line ne sono un esempio. Il VM (Viral Marketing) non è morto ma si evolve in una forma sempre più social. Nella mia esperienza di seeder ormai quinquennale (secoli per il VM), mi sono reso conto che la Long Tail (che altro non è che una forma virale della comunicazione) può esistere ed essere a suo modo importante ma che “i pochi ma buoni” (grandi siti e blog) hanno sempre la meglio. Questo significa che nella overinformation nella quale viviamo, per raggiungere un grande numero di utenti e quindi il target desiderato, è necessario essere presenti su siti, blog e ormai anche nelle Fan Page (FP) grandi ed importanti. Ciò richiede una strategia e un budget che purtroppo in Italia non sempre viene investito. E poi manca la creatività... che è quello che ammazza davvero il VM Facciamo il punto sul non convenzionale in Italia: ultimamente hai visto qualcosa di interessante? Com’è messo il nostro paese? Il non convenzionale in Italia non è messo di certo bene. Certo, internet non ha confini e anche da noi gli utenti vengono a conoscenza delle campagne più interessanti a livello mondiale. Ma quello che nasce dal nostro paese si viralizza davvero poco a livello mondiale. Il non convenzionale che trovo più interessante sono video UGC (user generated content) che riguardano la politica. I primi due che mi vengono in mente sono il remake di Grease su Berlusconi “Arcore's nights” e il video collage della pseudo chiamata tra Berlusconi ed il Papa durante l'Angelus. Lavori buoni e realmente “artigianali”. Questa creatività le aziende non la hanno (a parte casi rari come casa.it e i viralini su Youtube Gli Sgami della Nonna) perchè temono di sbagliare o di offendere e rimangono sulla linea del politically correct anche se magari hanno un bad mouth online e offline. Da giramondo quale sei hai avuto la possibilità di vivere spesso all’estero e di confrontarti con realtà diverse da quella italiana. Rispetto alla situazione che ci hai appena descritto, com’è quella straniera? Parlando di marketing non convenzionale ci sono paesi che ti hanno stupito, sia positivamente che negativamente? Pur lavorando sempre per l'Italia, negli ultimi 5 anni ho vissuto dalla Danimarca alla Spagna, dagli Stati Uniti alla Colombia fino al Brasile. Tralasciando gli USA che meriterebbero una più ampia discussione, il Brasile è di certo il paese che mi ha stupito maggiormente. Cito due esempi. Sao Paulo (SP), una vera e propria concrete jungle, non ha più pubblicità cartellonistica in tutta la città (16 mln di abitanti) da più di quattro anni. L'unica pubblicità ammessa è quella non convenzionale. Autobus, metro, Università sono prese d'assalto nei modi più creativi, perché è l'unico modo con cui le agenzie possono legalmente comunicare. Il secondo esempio riguarda sempre SP dove una volta l'anno avviene il meeting di comunicazione più grande al mondo. Il Campus Party. Tre capannoni enormi. Il primo gratuito con gli stand degli sponsor che mettono in scena le migliori tecnologie e creatività che possono permettersi. Il secondo a pagamento è il cuore vero e proprio. Per una settimana 50000 paganti ascoltano in 12 aeree suddivise per tematiche (Rete, Eco, Musica, Game, Social per citarne alcune) speech di esperti mondiali 24 ore su 24. La media dell'età è di 21 anni. Io mi sono visto il NERD più ricco del mondo... sapete che c'è nel terzo capannone? Le tende che gli organizzatori danno ai primi 15mila paganti. Già 15000 persone dormono in tenda per 7 giorni. Una cosa da Nerd? E' l'evento di comunicazione più grande al mondo ed è stato esportato in Colombia e Spagna e quest'anno credo lo faranno in Messico e Argentina. Da noi a questi eventi si va in giacca e cravatta, da loro ci va Zuckerberg. Il marketing non convenzionale offline non credo possa davvero deluderti perchè già non lo consideri non convenzionale. Ci puoi svelare qualcosa sui progetti a cui stai lavorando attualmente? Sto lavorando su sei campagne diverse ma dal momento che sono un freelance e quindi lavoro per conto di agenzie terze, non mi sembra carino parlare senza “l'oste”... Giustissimo... grazie mille Daniele, in bocca al lupo per i tuoi progetti e a presto. Grazie a voi!

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  • Singolare è come, dalle parole di Daniele, emerga una totale contrapposizione tra rete (“…la rete corre e si evolve rapidamente. Quello che vale ora può non valere fra sei mesi…”) e politica italiana (risparmio le citazioni, sono nei fatti di tutti i giorni. Però (e qui sta la singolarità), quando si tratta di citare due casi di non convenzionalità, il riferimento è a due attività di natura strettamente politica. Lo trovo un bel motivo di riflessione

  • Lo spunto è sicuramente uno dei più interessanti emersi nell’intervista. A mio avviso la chiave di lettura sta nel fatto che gli esempi citati vengono entrambi dal basso. Io lo interpreto come un segnale del fatto che la Politica sarebbe un ottimo campo d’applicazione delle tecniche di comunicazione non convenzionali, ma la politica italiana (quella istituzionale) non lo ha ancora compreso (salvo rarissime eccezioni).