Pronti, partenza, tweet! The twitter fueled race

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Permettete? Un pensiero di corsa. Siamo a metà gennaio ed è già quasi tempo di Super Bowl, l'evento più spettacolare del panorama sportivo americano. Infatti il football americano è l'unico dei 4 più importanti sport nazionali ad assegnare il titolo in gara unica. Lo scorso anno furono i Saints di New Orleans ad aggiudicarsi il titolo contro le pistole di Indiana, gli Indianapolis Colts. Entrambe le franchigie sono già uscite dalla corsa al titolo di quest'anno. E corsa sarà per davvero. Infatti, per la sua prima partecipazione al Super Bowl in qualità di sponsor, Mercedes-Benz si presenta con una campagna social altisonante e virale. La prima corsa d'auto alimentate a tweet. Quattro team in gara. Ognuno con la propria auto. Partiranno da New York, Tampa e Chicago con l'obiettivo di arrivare per primi a Dallas, città che quest'anno ospiterà il Super Bowl. I racers dovranno completare delle sfide che verranno annunciate durante il percorso e raccogliere il maggior numero di tweet & like. In palio una 2012 C-Class Coupe, i biglietti per la partita, e pass per gli US Open di Tennis (indovinate chi li organizza...) L'attività si svolgerà sulla fan page ufficiale della casa automobilistica Mercedes-Benz USA e sul profilo twitter creato ad-hoc, Mercedes Tweet Race. Pensate che questo profilo in un mese ha raccolto oltre 24.000 followers, che si vanno ad associare ai 39.000 fan della pagina Facebook. Trovo l'attività appassionante. Una comunicazione sicuramente non ecologica, ma di certo sostenibile. Per un pubblico come quello americano, tendenzialmente partecipativo e competitivo. Una trovata che non sarà ricercata come il seno di Janette Jackson, ma è di sicuro molto più smart.

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  • dla

    Coinvolgente e virale in quanto alla fin fine si regalano premi importanti…

    “In palio una 2012 C-Class Coupe, i biglietti per la partita, e pass per gli US Open di Tennis (indovinate chi li organizza…)”

    E’ questo il vero juice della viralità eterna?

    Trattandosi, peraltro, di una manifestazione ci potrebbe anche stare… ma in altri casi, quando ad esempio si cerca di “viralizzare” o “condividere” un’esperienza di acquisto di un prodotto o un servizio.. tale modo di sviluppare una strategia di “condivisione” quanto è utile o pericolosa?

  • @Alfonso
    sono perfettamente d’accordo con te. La pubblicità negli anni ha chiesto troppo al consumatore. L’ha sfiancato. Ora si tenta di attrarre l’attenzione restituendo un benefit per il tempo speso.
    Come tu stesso hai scritto, non si può adottare questo metodo indiscriminatamente. Ma ci sono casi come questo in cui la posta in gioco è allettante tanto quanto la possibilità di partecipare.

  • Si, ovviamente era una riflessione a 360°…

    Cmq in questo caso quanto si può parlare di iniziativa promopubblicitaria o contest :-) ?

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