Guestbook: Intervista a Nello Coppola

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Oggi ho il piacere, insieme ad Ignazio, di pubblicare l'intervista realizzata la scorsa settimana con Nello Coppola, ingegnere del suono e project manager dello studio di progettazione acustica applicata ed ambientale Miele & Musica. Probabilmente è stata una delle interviste più semplici e stimolanti tenute finora. Semplice perché Nello è stato davvero un fiume in piena, e l'atmosfera che si respirava in sala riunioni era molto simile ad una chiacchierata fatta al bancone di un bar. Stimolante perché è sempre allettante potersi relazionare con un professionista che non porta in dote solo un'etichetta, ma anche un enorme competenza. Inoltre, ho molto apprezzato il suo approccio modesto e genuino. Emerso dalle prime parole con cui si è presentato - spesso le persone si presentano dicendo "Io sono". Io invece nun so nisciun (io non sono nessuno), io faccio l'ingegnere del suono. Nello specifico nasco nell'ambito dell'acustica applicata e ambientale, ma siccome il mercato lo richiedeva, ho iniziato ad occuparmi di sistemi di supervisione e controllo, che sono la quinta essenza di quello che oggi viene chiamata erroneamente domotica. Ecco il resto della nostra chiacchierata. Ciao Nello e benvenuto. Da quello che leggo sul tuo curriculum, ti sei Laureato in Giurisprudenza, per poi seguire studi più specialistici che ti hanno indirizzato verso il settore della progettazione acustica. Quando è avvenuto il passaggio dalle note giuridiche a quelle musicali? Dopo la laurea in giurisprudenza a Milano, ho vinto una borsa di studio in acustica applicata e ambientale presso il dipartimento di fisica, al Politecnico di Milano. Ma devo dire che non c'è mai stato questo passaggio, perché alla legge non ho mai pensato. Pensavo sempre alla musica. Ho iniziato a studiare giurisprudenza per il desiderio di essere allievo, o affiancare in qualche modo, Piero Schlesinger. Infatti, sono stato assistente di questo mostro sacro per un anno, da cui sono riuscito a rubare esperienze di vita fondamentali. Una volta raggiunto il mio scopo, avrei potuto anche non laurearmi più. Dopo la borsa di studio, sono andato a studiare agli Abbey Road Studios di Londra. Successivamente sono stato a Boston per continuare a specializzarmi. Tutto questo però non sarebbe successo se non avessi avuto una malattia per la musica, e in particolare per la riproduzione del suono. Quando hai deciso di aprire la tua società e perché il nome Miele & Musica? In realtà, sono stato sfortunato e fortunato. Perché non volevo utilizzare il mio cognome. Però, quando nel 1989 pensai al marchio, nella mia provincia c'era uno dei più grandi rivenditori di prodotti igienico-sanitari del sud Italia, la Famiglia Miele. Quindi, nove persone su dieci che non mi contattavano da Napoli in su, mi chiedevano se fossi un figlio di Miele. No! Scelsi questo nome perché pensando alla perfezione con cui le api costruiscono l'alveare in modo da creare una colonia autosufficiente dal funzionamento perfetto, anche la progettazione di un sistema di riproduzione audio/video deve avere la stessa struttura molecolare perfetta per poter funzionare in maniera ottimale. Da ciò che dici traspare un pensiero che ti porta a interpretare il momento di fruizione della musica, come un momento di puro godimento. In cui, l'alta fedeltà e qualità del suono sono caratteristiche imprescindibili. Come si relaziona il tuo prodotto di qualità con il mercato degli mp3? Se parliamo di qualità del supporto, non c'è da discutere che da un punto di vista ingegneristico sia scadentissima. Ma dobbiamo capire che in base a quanto paghiamo riceveremo un prodotto di qualità corrispondente. Tuttavia se vediamo gli mp3 come nemici facciamo un autogol. Ormai, Steve Jobs esiste. Ma esistono anche dei player digitali di altissimo livello, in grado di collegarsi al proprio impianto personale, ricevere la musica senza passare per il pc, fare una "dialisi" della stessa per poi passarla direttamente alle casse. Se le casse sono anch'esse di buon livello,  il player digitale è in grado di riprodurre un suono di qualità anche superiore a quella offerta da un cd. Ho fatto in merito una prova in prima persona prendendo il lettore cd più importante al mondo in questo momento, prodotto dall'azienda tedesca Burmester, un lettore cd con trascinamento a cinghia, prodotto a mano in 40 giorni di lavorazione, e ricavato dall'acciaio aeronautico. Poi, ho preso quello prodotto dalla Linn, azienda scozzese specializzata in sorgenti digitali e virtuali e nell'archiviazione di musica, e li ho messi a confronto. A mio parere, il player virtuale prodotto dalla Linn è superiore. Con una differenza di prezzo abissale. Si parla di 12.000 euro per il primo, e di 3.000 per il secondo. Al di là delle video installazioni e degli esercizi di stile, senza dubbio utili in un'ottica di sperimentazione e riflessione sulle forme artistiche, come i vostri impianti possono essere "utili" alla gente? Bellissima domanda. Ti dirò che io credo molto nel fatto che questo tipo di installazioni audio/video migliorino la vita delle persone. Da tre anni ormai collaboro con i Flussi, un festival d'avanguardia che si svolge ad Avellino e ospita videoartist, sound designers e veejays, oltre a installazioni hi-tech interattive, progetti multimediali e rassegne di cinema sperimentale, che attrae visitatori anche dall'estero. Oggi, infatti l'opera di video art fa parte stabile della mia offerta che propongo a lounge bar owners, ristoratori, e privati. Perché sono opere che non solo migliorano il benessere psicofisico, ma diventeranno in un futuro prossimo opere parificate all'arte classica. Nello Coppola non è solo però un creativo del suono. Soprattutto è un grande appassionato di musica. C'è musica che ti piace oggi, o sei rimasto anche tu ancorato a quell'inestimabile periodo d'oro della musica che fu il trentennio '50-'70? Devo dire innanzitutto che dell'ottima musica viene prodotta ancora. Sicuramente mancano i mezzi di veicolazione in grado di diffonderla al grande pubblico. Ma sicuramente non faccio parte di coloro che pensano che la musica si sia fermata negli anni '80. Si è fermato chi la pensa così. Perché è uscita negli anni successivi una quantità paurosa di ottima musica. Ti posso citare moltissimi gruppi di oggi come i Tindersticks, i Walkabouts, i Deus e i Gomez. La verità è che le persone non cercano più, non approfondiscono. Inoltre c'è un problema fondamentale di questi tempi: non si comunica. Vi domandate mai se con la famiglia, con il vicino, con il portinaio, comunicate? Nello non ci resta altro che ringraziarti per la piacevole chiacchierata. In bocca al lupo per la tua attività e contiamo di riaverti qui con noi al più presto.

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