Unconventional Cooking

In Marketing non convenzionale
Permettete? Un pensiero culinario. Come ben sapete se seguite questo blog, l'arte del non-convenzionale può esprimersi in diverse forme e diversi campi. Anche in cucina, ad esempio. Arriva infatti a Milano, le Grand Fooding di Alexandre Cammas. Nella notte del 15 Ottobre, dalle 19, in via Tortona 31, in uno spazio abitualmente usato per attività industriali e che terminato l’evento tornerà alla destinazione originaria. Attorno a un capannone centrale il percorso gustativo-visivo si snoda tra spazi coperti e aperti, tra cucina, musica e incontri, come leggiamo su Milano.Corriere. Per un foodblogger appassionato come me, Alexandre Cammas è un autentico guru. Il padre inconsapevole del Fooding Concept (abbinamento delle parole food e feeling), che scosse le basi della tradizionalista cousine française proponendo una cucina nuova dove il divertimento è parte fondamentale dell'esperienza allo stesso modo del cibo. Movimento tutto raccontato su un sito lefooding e una guida glamour (Fooding, 864 ristoranti di stile) con una specifica: «La guida che paga i suoi conti e lo prova». Da novello, ma per sempre fedele, sostenitore de IlMangiarozzo, condivido in toto l'idea di Alexandre secondo cui "non esistono chef superiori, ma solo chef che fanno bene il loro mestiere. Un grande ristorante è quello dove spendi 25€ e gusti una zuppa straordinaria". Inoltre, trovo fantastica l'idea di pubblicare lo scontrino del ristorante di cui fare la recensione. Geniale pure l'idea - del tutto unconventional - con la quale catalogare i ristoranti, con classi come:«quando la noia va via»; «quando vuoi fare lo splendido»; «quando si vuole vedere o essere visti». Insomma, per tutti i gusti e le tasche. Ci tengo a sottolineare l'iniziativa di fundraising parallela all'evento, che prevede il 40% del costo del biglietto di 25€ sarà devoluto al Caf (Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia in cristi). Che dire? Buon appetito e buone idee a tutti.

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  • peppone

    Un grande storico Carlo M. Cipolla, vissuto fino alla morte nei paesi anglosassoni, in un libro di cui non ricordo il titolo, afferma che in base ad una caterva di documeti da lui consultati che l’nghilterra del 500 era famasa nel modo per la corruzzione imperante e la squisitezza della sua cucina. E aggiungeva sconsolato: esattamente come l’italia di oggi. Ergo mala tempora currunt e peiora videbimus