Un giorno da Ceo

In Riflessioni
Scrivo in qualità di Ceo. Scrivo in qualità di Ceo di un’agenzia di comunicazione. Scrivo in qualità di Ceo di un’agenzia di comunicazione offline e online. Scrivo in qualità di Ceo di un’agenzia di comunicazione offline e online nonché gestore di alcuni profili social, personali e non. Scrivo in qualità di Ceo di un’agenzia di comunicazione offline e online nonché gestore di alcuni profili social, personali e non, ma anche pronto a investire. Scrivo perché oggi è una di quelle giornate in cui, alla ricerca di spunti, ripenso (anche) all’utopia del web. Lo sviluppo tecnico, le opportunità che nascono, la comunicazione che si evolve, il mondo che cambia. Tutto bello, se tutto fosse vero. Stamattina, leggo dell’ultimo studio della Weber Shandwich sul “'Socialising Your CEO: From (Un)Social to Social” e, in sintesi, scopro che il 64% dei Ceo delle più grosse aziende del mondo non è attivo online e che la loro presenza sul web si limita prevalentemente ad una pagina su Wikipedia. Un dato decisamente sorprendete, non pensate? Oggi pomeriggio, sull’homepage del Sole 24 Ore, invece, appare un primo accenno al web 3.0. In pratica, Facebook, Zynga e Amazon hanno investito, insieme, 250 milioni di dollari in un fondo che ha l’obiettivo di finanziare (cito) “progetti collegati alla terza ondata del web, attesa dopo la rapida diffusione dei personal computer negli anni Ottanta e di internet negli anni Novanta. La terza ondata, infatti, è collegata alla partecipazione del pubblico online attraverso social network, videogiochi, blog e altre tecnologie”. Quindi, da un lato, manager (e imprese) che ancora si tengono a distanza dal 2.0. Dall’altro, imprese (e manager) pronti a scommettere sul 3.0. In qualità di Ceo di un’agenzia di comunicazione offline e online nonché gestore di alcuni profili social, personali e non, ma anche pronto a investire, mi chiedo dunque se affrontare il mercato avendo come target gli investitori (e gli strumenti) legati al passato o le opportunità (e gli strumenti) che il futuro prospetta. Voi, al posto mio, che fareste?

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  • Alessandro

    Io proverei a fare un salto indietro nel tempo e penserei a quale sarebbe stata la scelta giusta da fare nel passaggio fra l’1.0 e il 2.0. Anche allora il dubbio poteva essere un po’ questo, le nuove prospettive sono solo una bolla di sapone pronta a dissolversi da un momento all’altro o rappresentano davvero il futuro? Chi all’epoca ha scelto la seconda strada probabilmente adesso si trova in una posizione di vantaggio…

  • Ignazio

    Un bel role play game? Ma in un mercato schizofrenico è difficile giocare tranquillamente.

  • Alfredo

    forse, in questo caso, il guado è molto più ampio. non si sono ancora affermate in pieno le potenzialità del 2.0 (volendo stare ai dati, stiamo a un terzo del mercato coinvolto) che già si parla di esplorare il 3.0. non lo so, questa frenesia (schizofrenia?) mi fa sentire un po’ fuori luogo, fuori tempo, fuori età

  • peppone

    Perchèdovrebbero esserci? per avere una pletora di questuanti? O forse ci sono ma solo per i fatti loro .Ma, in fine perchè quelli che ci sono ci sono veramente? ci saranno dei ghost writer anche per questo…