Mollo tutto

In Recensioni
L'abbiamo detto tutti. L'abbiamo minacciato tutti. L'abbiamo sognato tutti. In verità, l'hanno fatto in pochi. Prendersi un anno per cambiare vita. Dedicarsi un anno. Fermarsi per muoversi davvero, ri-partendo dal profondo. Partire per un viaggio in tre tappe. Con tre obiettivi apparentemente facili innati naturali profondamente umani.  Un anno per assaporare il gusto delle cose vere e imparare ad essere, se non felici, almeno sereni. Elizabeth Gilbert, Liz per gli amici, il suo viaggio l'ha fatto davvero. La storia l'ha raccontata in un libro da cui è stato tratto il penultimo film che sono andata a vedere, ieri,  in anteprima. Entriamo in sala con qualche minuto di ritardo, ci accoglie una New York profondamente business e una donna sull'orlo di un divorzio, ma è una premessa che sembra insignificante, siamo lì per capire come si fa quello che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo pensato di fare. Il viaggio parte. E le atmosfere ti catturano. Mentre assecondi il dolce far niente, o, meglio, l'italico ozio, iniziano le chicche e i consigli. Scopri che puoi chiamare famiglia chi ti vuol bene, godere di una buona pizza senza preoccuparti della linea, vivere con equidistante equilibrio al centro tra Dio e l'Io.  Mentre Liz entra nel vivo del suo viaggio tra commozione ed emozione, inizi a pensare con lei. Ogni battuta è preziosa; ogni incontro, comprendi, ha qualcosa da insegnarti. Nulla è come sembra e tutto è possibile, anche meditare, al caldo, tra gli insetti. E mentre la musica diventa il leit motiv (dalla canzone sbagliata del matrimonio fallito, alla musica yogi fino alla cassetta dell’incontro/scontro con l'uomo che forse sarà l'Amore) avverti che, alla fine puoi trovare l'equilibrio in te, e accogliere anche l'altro. A fare da contorno, una Bali da visitare al più presto, la spiritualità indiana piena di ritmi e colori, la bellezza antica della città eterna. Il film non perde il ritmo e in ogni scena si gode, si ride, si piange e, ovviamente si mangia, si beve, si prega e si ama. Ma la cosa più bella, per me, è che - per due ore - senza pudori e timori, vengono messi a tema  quelle questioni che, raramente, mancano in una conversazione tra donne, amiche, confidenti. Si mette a tema l'io, si mettono a tema sogni, desideri,  colpe o sensi di colpa, si mette al centro la vita con gioie e dolori, forze e debolezze. Si perdona e ci si perdona. Si rischia tutto per ritrovarsi e si decide di amare, perché “a volte perdere l'equilibrio per amore è parte del vivere una vita equilibrata”. Finito il film, non resta che leggere il libro e guardare, con occhi diversi, il prossimo piatto di spaghetti al pomodoro. Assaporandolo.

Share and Enjoy

  • Pingback: Anonimo()

  • Zimo

    Dopo una recensione del genere non mi resta che aspettare domattina per comprare il libro e una ventina di giorni per vedere il film. Se non fosse l’una di notte mi farei gli spaghetti.

  • daniela

    @Zimo E quindi, hai cucinato gli spaghetti?

  • peppone

    Anche io lo ho fatto: durante le vacanze ho mollato il portafogli e non ho comprato neanche un libro! Mi sono limitato a rileggere quelli che avevo partendo da quelli di bockenforde. per cui, quando ho letto della nascita dello stato come processo di secolarizzazione, mi è venuto da pensare che Israele non è nato così. Ho pertanto riletto Vittime di benny morris e…pafgina dopoo pagina mi son finite le vacanze.

  • elena

    bel post!

    e ottimo film, così ottimo che non mi ha invogliato ad acquistare il libro ma ha stimolato la pianificazione di un viaggio simile :)

  • daniela

    @elena ottima idea. attendiamo tuoi aggiornamenti, foto e indicazioni di viaggio!