Che razza di città

In Riflessioni
Scusate ma sento l’esigenza di un off-topic. La capitale d'Italia è ancora chiusa per ferie. Oggi, lunedì 23 agosto continuiamo a muoverci in una città fantasma. Non un bar aperto, non un'edicola, non un alimentari, non un ristorante. A farci compagnia e a garantire i servizi minimi - il pane, il latte, la frutta, un ristorante per chi ha ancora il frigorifero vuoto - sono solo loro, amati e odiati, oggetto di leggi e divieti, desiderati e temuti, indispensabili e ingombranti, oggetto e mai soggetto. Cittadini, essere umani con una marcia in più, venuti da lontano, ricchi di storie e tradizioni, sono gli unici che tengono in piedi l'Italia, E nessuno vuole riconoscerlo. Arabi, indiani, cinesi, egiziani garantiscono la sopravvivenza in una città deserta. Cittadini del mondo, gran lavoratori, con una seconda generazione che prepotentemente si sta integrando, vivono con noi celando una potenza e un'energia che prima o poi emergerà. Uomini e donne dinamici e cosmopoliti, giovani in una città vecchia (perché al passo con i tempi), acuti in una città miope (perché capaci di cogliere le opportunità di una apertura fuori tempo), scattanti in un città grassa (perché mai sazi di ciò che hanno e tesi verso quello che potrebbe accadere), innovatori in una città ministeriale (perché consapevoli che ad agosto il mondo non si ferma). E mentre tutto continua a dormire (al 1 settembre mancano ancora otto giorni), li ringrazi ogni giorno e ti domandi cosa accadrebbe, cosa accadrà quando prenderanno in mano le sorti di questo paese, quando formeranno una rappresentanza politica, quando metteranno in campo - non solo economico - doti, attitudini, saperi, conoscenze e quella innata voglia di cambiare e crescere che, speriamo, passi per osmosi anche ai nostri figli.

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  • Daniela tranquilla… quest’effetto dura poco… ci siamo noi giovani precari che abbiamo più fame e voglia degli immigrati… noi in ferie non ci andiamo mai e saremmo sempre più disposti a tutto… oggi noi laureati prendiamo meno degli operai (con tutto il rispetto per gli stessi) ma quando dovremmo addirittura pagare per lavorare allora saremmo lì a garantire i servizi anche il 25 dicembre notte… anzi se serve qualcosa son qui! Tranquilla insomma, il sistema si regola da sè!!! Auguri ai nostri figli…