Il futuro da condividere

In Riflessioni
Stamattina, è passata di qui Chiara. Sebbene non abbia potuto (per tutta una serie di ragioni che spero di aver ben motivato) dire di sì ad una richiesta di stage, ho dato qualche suggerimento (spero utile) su come muoversi a Roma, tra eventi e non profit. Quello che le piace e su cui non siamo, al momento, concentrati in termini di business. Domani, toccherà a Rocco. Gli proporrò uno stage retribuito nel reparto web-marketing. Che l'anno scorso non potei offrirgli. In settimana, ho inviato qualche consiglio a Domenico per la tesi di laurea. Vittorio e Francesco, ormai, sono in pianta stabile. Valentina c’è stata. Penso che essere insegnanti è un po’ come essere imprenditori. Ce l’hai dentro o no. Non inizi ad esserlo quando ti firmano un contratto. Non smetti di esserlo quando un contratto scade. Non guardi al profitto. Non guardi al domani. Rifletti sui contributi che puoi dare e non su quelli che ti spettano. Non vendichi né rivendichi. Fai politica. Senza comizi, senza tessere, senza voti. Ricordi le origini ma non ne sei schiavo. Sei consapevole del presente ma non te ne lasci condizionare. Il tuo orizzonte è il futuro. Perciò, comprendi quando chi lavora con te non ti comprende. Sai che non è tenuto a farlo. Sai che comprenderà. Perché sai che il futuro è anche suo. Soprattutto, suo. Qui e altrove. Soprattutto, altrove.

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