We are the Word

In Life in
Mi è capitato ancora ieri sera. Con Riccardo. Perché era capitato già ieri mattina, a Daniela, con Andrea. E pochi giorni fa, con Luigi. Tutti cari amici e tutti curiosamente a chiederci, ma come fate a gestire anche il blog? Dove trovate il tempo di scrivere? Si leggono sempre più spesso interventi interessanti e approfonditi sul senso e la struttura di un corporate blog. Da Kawakumi a LinkedIn. Non intendo ora, in chiusura di settimana, entrare nel merito delle argomentazioni. Lo farò, a vita bassa (cito Arbasino), com'è nel mio stile. La risposta che, invece, voglio ora dare a Riccardo, Andrea e Luigi, me l'ha suggerita Word. Aprite un file, uno qualsiasi. Bianco. Provate a scrivere corporate blog. Fatto? Cosa leggete? Esatto, lì sta la risposta. Non è un gioco, non è una battuta. Ma è proprio in quell'ostinato Corporale che Word fa di tutto per non lasciarvi correggere, perfetto e inumano come un qualsiasi programma, il senso del nostro blog. Del nostro blog inoltre, vien da dire. Corporale è l'approccio. Con tutti i sensi. Con tutte le vene. Con tutti i muscoli. Con tutte le ossa. Con tutto il fiato. Con la viscerale curiosità che ci anima. E che condividiamo con Riccardo, Andrea, Luigi e il Word intero.

Share and Enjoy

  • “Non abbiamo tempo” è la prima obiezione di ogni azienda a cui si consiglia l’avvio di un corporate blog… Ma il corporate blog è uno strumento potentissimo se utilizzato nella maniera giusta…

    Comunque… come spesso capita… cadi a pennello…

    http://www.corporateblog.it

    Stay tuned… ;-)

  • Anch’io non trovo il tempo che vorrei per scrivere. I corporate blog che gestisco (tre in quattro anni) li affido a dei copy esterni e mi limito alla supervisione. Ma GUAI a lasciarli scrivere alle aziende. Riuscirebbero solo a suicidarsi. sicuramente conoscono i loro prodotti meglio di chiunque, ma non sanno relazionarsi con i clienti. Non devono vendere, devono offrire soluzioni.

    Alex

  • Ciao Alex,

    mi spiace ma questa volta non posso essere d’accordo con te…

    Ill corporate blog DEVE essere la voce dell’azienda, deve mostrare il suo lato umano e quindi NON può essere scritto da esterni… ci può essere un supporto esterno (soprattutto nella fase di avvio) ma non è un’attività completamente esternalizzata…

  • Caro Kawa, in teoria si. Ma se lo cannano, allora è meglio che ne facciano a meno…

  • Daniela

    dico la mia, quale partner dell’azienda. quando scrivo un post non penso a relazionarmi con il cliente. anzi, vivo il blog come il mio spazio di pensiero libero. è il mio dario di bordo professionalmente più intimo. e, come spesso ci capita, il cliente coglie.
    coglie l’essenza e la verità e il rapporto si salda ancora di più. la definirei una sorta di eterogenesi dei fini

  • @Anna: Si, sicuramente è il modo migliore, ma devo chiedertelo. In azienda, tu che mansione hai?

    Alex

  • daniela

    sarei daniela….
    il mio ruolo è quello di direttrice clienti. perchè?

  • Alfredo

    grazie davide, grazie alex, grazie daniela.
    c’è un aspetto non secondario, che colgo nella conduzione di questo nostro, particolare corporate blog. lo definisco endogeno. è relativo alla costruzione della nostra identità (in chiave essenzialmente pedagogica). senza la quale, non vai da nessuna parte. non sapresti bene individuare lo spazio esatto in cui posizionarti. e nessuno potrà/saprà dunque trovarti. una pre-condizione, insomma. dico essenzialmente sovrastrutturale. quasi pedagogica, perché riesco a percepire la costruzione di uno stile, di un linguaggio, di un pensiero, (di nuovo) di un approccio comune (contemplando e anzi auspicando, of course, ogni tipo di diversità strutturale). ed è così forte, che arrivo a percepirlo anche nelle persone che ci contattanto per un colloquio. è confortante sapere che loro sanno chi tu sia, cosa umanamente attendi, a cosa professionalmente tendi. questa sensazione di trasparenza, dubito che la possa esprimere un professionista esterno. e lo dico da professionista…
    non è che, forse, per offrire soluzioni, le aziende hanno a disposizione più idonei strumenti 2.0?

  • @Daniela: Scusa l’incasinamento. L’ho chiesto proprio perché di solito i commerciali sentono la necessità di “vendere” ad ogni costo e ritengo che questo proietti un’immagine negativa dell’azienda, di quelle che del cliente se ne fregano pur di fare profitto. Ovviamente posso solo applaudire il tuo atteggiamento. Se ti frega la mia opinione, è quello giusto.

    Alex

  • Le aziende di soluzioni ne hanno tante. Alcune più adatte alla data azienda più di altre. Ma secondo me il problema del blog non è un problema di identità, ma di notorietà. D’altronde da quanto sei su Facebook, Alfredo? Ci vuole il suo tempo, e ci vuole un po’ di supporto… :)

  • Alfredo

    d’accordo con te, alex. il tempo è fondamentale. però, occorre anche saper indirizzare la notorietà (nel tempo), darle un contenuto. si può esser noti per qualsiasi cosa, sarebbe preferibile esserlo per ciò che noi ritieniamo sia meglio. per me, per la dimensione aziendale attuale, l’identità è il contenuto. l’atout, in questo preciso momento…

  • daniela

    @Alex grazie. e lo dici talmente bene che ci sto e decido di farmi comprare dal tuo complimento! :-)
    e oggi ho imparato una nuova tecnica di “vendita”…

  • @Alfredo: Tu sei Alfredo Borrelli, CEO di Estrogeni, agenzia nota per… E questo è il tuo blog. Chi ti legge lo fa perché è interessato al tuo punto di vista sulle cose ed è quello che si aspetta di trovare. Lo stesso avviene anche sul mio blog, ma la differenza sta nel pubblico che ci legge. Più appassionati i miei lettori, più tecnici i tuoi.

    Alex

  • @Daniela: Allora come copy me la cavo? :P

  • Alfredo

    questo mestiere è bellissimo, la vita è bellissima. pensa che io avrei detto proprio il contrario… appassionati i nostri (il blog è di Estrogeni), tecnici i tuoi. non c’è che dire, il punto di vista altrui è sempre uno stimolo

  • @Alfredo: Eccome! :D

  • Giuseppe

    Boh! Io non ci vedo niente di strano, tranne un ‘innamoramento per uno strumento. Immaginaiamo di essere tutti in una impresa di costruzioni dove ci sono 2-3 ingegneri, 2-3 geometri caposqudra e tanti semplici muratori (quelli con cazzuola) Vi servirebbe ancora il blog aziendale? Il lavorare comunicando è una vecchia idea di Marazzi (per i + curiosi : Il posto dei calzini ed. Casagrande, Bellinzona CH), ma non credo che abbia debordato da pochi e particolari settori.

  • @Giuseppe: Tutto quello che vuoi, ma se il tuo obiettivo e di diventare amico dei tuoi clienti, fare in modo che abbiano fiducia in te e costruire la fedeltà di marca, il dialogo è uno dei mezzi migliori Come quello che puoi avere con il droghiere sotto casa, nei posti dove ne è rimasto qualcuno.

    Alex

  • Giuseppe

    Per orrore non ho comprato Svelto:son dovuto riscendere e comprare proprio quello. Fedeltà di marca assoluta (solo pari a l Viakal), ma il dialogo dove è nascosto?

  • Con Svelto non c’è. le casalinghe non sono in target. :P