Adoro l’odore del napalm di mattina

In Riflessioni, Spigolature
Permettete? Un post secondario. L'odore che preferisco io di mattina è quello di un post (anche se pubblicato a quest'ora). Questo nello specifico è la continuazione di una piacevole discussione che ha preso vita qui. Rispondo quindi a Giuseppe tramite post perché in questo caso ho bisogno di un supporto grafico, e di maggiore spazio. Fortuna che soffro di orticaria colinergica e quindi non ho percepito la differenza. Giuseppe si chiede: "il giochino (mi semplifico la vita) ha valore in sé? esisterebbe senza Burgherking? mi pare di no, quindi il suo costo non sono i 30 euro che serve a tenerlo in rete, ma il costo di Burgherking". Siamo al paradosso. È come dire che ad un'azienda gli spot tv non pesino solo per il loro costo di produzione, ma per questo più il costo di tutta la struttura. Ovvero, se volessimo sapere quanto è costato uno spot tv dell'Iphone (che continuo a citare solo per il fatto che tanto non ha bisogno della mia pubblicità) dovremmo sommare il costo di produzione dello spot al costo complessivo di tutta la Apple. Un discorso decisamente semplicistico. Inoltre, per quanto mi riguarda è Burger King che non esisterebbe senza il giochino. Nel senso che non esisterebbe senza pubblicità. Se prendessimo il prodotto migliore al mondo e lo lasciassimo cadere per strada, basterebbe che venisse raccolto da una sola persona e che questa lo provi per avere la giusta pubblicità. L'ignaro passante inizierebbe a testarlo, si convincerebbe della bontà del prodotto, ne parlerebbe ad altri. Si innescherebbe così la pubblicità più efficace al mondo, il passaparola. Ma sempre di pubblicità stiamo parlando. Parliamo infatti di soldi. Parliamo di costi di fissi e costi variabili, e di come vengono compensati. Facciamolo con esempi concreti ed esplicativi. Quindi parliamo ancora più nello specifico del valore che ha avuto il "giochino" per Burger King. Il famigerato costo fisso viene ammortizzato in maniera più che soddisfacente da un prodotto digitale con dna virale. Il lancio di Subservient Chicken è avvenuto ad Aprile 2004 e nel Giugno 2007 ha totalizzato 16,5 milioni di visite, con un tempo medio sul sito di circa 7 minuti. I risultati sono stati un aumento costante del 9% nella vendita dei panini Tender Crispy Sandwich e la brand awareness raddoppiata. Ma non dovevamo parlare di ammortizzamento? Mantenere attiva una struttura del genere è come avere una televisione sempre accesa nelle camere degli utenti, che però possono decidere di andare a vedere lo "spot" ogni volta che vogliono. Un normale spot tv sarebbe stato somministrato probabilmente tra aprile e maggio e poi ce ne saremmo dimenticati. Oggi invece io te ne ho parlato, altri leggeranno il post, e andranno per curiosità a vedere il sito. Facendo abbassare, nel tempo (coda lunga) sempre di più il costo per contatto di tutta la campagna.

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  • Giuseppe

    Io no, anche perchè non so come sia. In ogni caso il mio ragionamento non è semplicistico, ma ortodosso. In un mondo capitalistico i costi hanno senso solo se permettono di conseguire ricavi, affichè si realizzi R-C>0, ossia ci sia un utile. Se sostengo costi dai quali è certo che non conseguono ricavi, non sto svolgendo attività d’impresa. Quando Carlo III costruì la Reggia di Caserta, certamente generò effetti economici (stipendi a tutti quelli che ci lavoravano) ma il senso di quelle spese non era ottenere ricavi. naturalmente, non tutto è così lineara. Spesso la demarcazione tra costi e consumi è mevanescente: Ellison con America’s Cup vuole appagare il suo ego o fare gli interessi della sua azienda? Ma nel caso di Subservient Chicken non credo che ci siano ambiguità: il suo scopo è quello di ottenere ricavi. Non esiste in sè, ma è una parte di tutti i costi che sostiene l’azienda per raggiungere l’utileE, e se costea poco e rende tanto, tanto meglio!
    Ps sistema secondario trattalo con un più rispetto: è uno dei capisaldi del pensiero moderno. Lo usano un po tutti, tranne gli economisti, va da se1