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L’ora X

Scandita dagli ormai classici tuoni, inizia la marcia di avvicinamento all’ora X.
Quella in cui il nostro blog riceve - in media - il maggior numero di visite la settimana.
Ai nostri lettori, come anticipato mercoledì, dedichiamo dunque la sezione Meteo. Con l’augurio che nel week-end, piovano giusto i saldi

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Nicola Vendola

DIVO CON LA LENA.

Era l’ultimo comunista. Era il baluardo duro e puro contro il dilagare della destra al potere. Era nel salotto comodo di Ballarò a litigare sottotraccia con Gasparri. Era il nuovo modo - colorato, sociale, contemporaneo - di comunicare la politica, nella politica. Era il sogno di tanti di noi.
L’altro ieri, d’incanto, l’Era si è chiusa. Il presidente della Regione Puglia ha deciso di azzerare completamente la giunta, per un misto di ragioni di governo e non.
Peccato che abbia salvato solo se stesso, altrimenti avrebbe potuto trovare il tempo di leggere il saggio del suo corregionale Losurdo sui rischi della cosiddetta democrazia soft.

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My name is Alfredo Borrelli

Tra le poche certezze su cui posso contare, oltre alle coordinate anagrafiche e allo status sentimentale, c’è la passione per il possibile.
Se si può non amare (del tutto) le donne eppure far parlare di sé come Cavaliere, allora si può non parlare (del tutto) l’inglese eppure partire alla conquista di Londra.
Si può, ce l’ha insegnato Obama. Senza pregiudizi.
E noi, da bravi scolari, anziché restare prigionieri dell’estasi (e impantanarci in asfissianti quanto pregiudizievoli e verbose discussioni intorno alla rinascita democratica di questo che una volta era il Belpaese… intorno alla meritocrazia… intorno al rispetto delle idee…) agiamo.
Andiamo e proviamo a conquistarli con i fatti, il merito e il rispetto, anche all’estero.
Avendo con noi l’esperienza, la volontà, la tenacia, i conti in ordine e una vecchia copia del Merriam-Webster’s. Non lasciando un euro di debito, una busta paga arretrata, un contributo previdenziale inevaso, una tassa insoluta.
Mi sembra un buon punto di partenza. Senza pregiudizi.
E se vi state chiedendo perché Londra e non Stoccolma o Pechino, c’è una cosa che mi va di raccontare.
Ormai quasi vent’anni fa, scrissi la mia tesi di laurea sulla Libertà d’informazione nell’ordinamento inglese.
Si era, allora, al termine di un percorso di analisi e valutazione su problemi quali il gossip, la concentrazione, il controllo del servizio pubblico, l’utilità sociale di quello privato. Se ci pensiamo, i problemi in cui siamo completamente immersi oggi, in Italia. Senza pregiudizi.
Ma la cosa che a quei tempi mi affascinava di più, era la capacità di quel popolo di vivere nella legalità senza alcun bisogno di definirla (eccessivamente) per iscritto. Né leggi, né burocrazia, né intoppi. Una cultura viva, grazie a consuetudini, precedenti, tradizioni.
Unico elemento imprescindibile, la ratio.
Che bel termine. Ratio! Ogni regola è accettabile, potenzialmente destinata all’eternità, sicuramente al rispetto della popolazione, purché abbia una ratio riconoscibile e riconosciuta.
E se ci pensate, cos’altro è la ratio se non il contrario del pregiudizio? E cos’è il Yes, we can obamiano se non il trionfo della ratio? Sì, si può, purché ci sia un valido obiettivo. Una precisa strategia. E tattiche condivisibili.
Per dire, andiamo a Londra con una ratio e vent’anni di ritardo.

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Previsioni del blog

Quando abbiamo deciso di mettere online il blog, non pensavamo minimamente alla fatica che occorre per farlo vivere.
Il nostro obiettivo era dare vita ad un vero e proprio Corporate Blog, che - al di là delle categorie e/o definizioni squisitamente teoriche - rappresentasse noi, il nostro approccio, il nostro lavoro. Evidentemente, attraverso quelli che sono i nostri pensieri, le nostre riflessioni, la nostra interpretazione della realtà. Strettamente contingente come comprensibilmente distante.
All’inizio, considerate le poche visite che giungevano, la tentazione di dedicare energie ad altro è stata forte.
Poi, pian piano, imparando a individuare gli argomenti o i temi interessanti, calibrando l’utilizzo dei tag, creando sezioni tematiche, arricchendolo tecnologiamente e integrando in esso anche la versione Twitter, la fiducia ha iniziato a consolidarsi.
A giugno, abbiamo registrato un picco di visitatori unici, pari a 2.471 utenti. Saranno pochi, saranno tanti, non è ciò che importa. Importa che siano cresciuti del 76% rispetto al mese precedente e del 401% rispetto a gennaio. Ma, soprattutto, conta che 1.382 di loro (pari al 55,9%) ci abbia bookmarkato.
Sempre a giugno, abbiamo pubblicato 27 post (quasi uno al giorno) e coinvolto 7 autori (il 50% di noi).
Il giorno del mese in cui abbiamo ricevuto più visite (327) è stato il 19 giugno.
Il giorno della settimana in cui siamo più visitati, è il venerdì. L’ora di punta, le 17. E poi, immagino, tutti in autostrada!
Che non valga allora la pena inserire una sezione meteo? Andrea, che ne pensi?

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Eccì!

La vecchia pulce nell’orecchio si è evoluta non sta ferma lì a farsi acchiappare e con le sue piccole ali vola verso il 2.0 della realtà. I consigli, buoni o cattivi che siano, non muoiono mai in quanto anima del mercato. Si evolvono, si trasformano, si adattano e mutano con la comunicazione. Quella pulce, oggi, si muove in rete e lo fa con tutte le sue capacità. Infettando, attraendo, stimolando. Un brusio che porta notorietà a brand o prodotti. Questi ultimi vivono con noi e vivono di noi. Devono conquistarsi la fiducia del consumatore, che nel consumarle rende unico se stesso e loro, dando vita ad una globalizzazione personalizzata. Una fiducia che è difficile da ottenere ( e soprattutto da mantenere) dall’esperto consumatore cibernetico. È qui che entra in gioco la figura dello starnutatore, colui che è capace di guadagnarsi la fiducia del consumatore, che a sua volta inizia a credere nel prodotto. Il buzz marketing è una modalità non convenzionale di relazionarsi con gli individui, volta ad aumentare la notorietà del marchio attraverso le conversazioni sul prodotto. Il ronzio dell’ape regina raggiunge velocemente lo sciame di utenti interessati al prodotto e li guida nel grande mondo globalizzato del mercato, finché gli stessi membri dello sciame non si mutino in regine. Lo so cosa state pensando, voi non sarete mai un’ape, non sarete mai comandati da un’altra ape e non spingerete mai nessuno al consumo. Riflettendoci, vi renderete conto che è qualcosa che invece facciamo quotidianamente. Perciò siamo tutti delle api.
Io sono un’ape (anche se, conoscendomi fisicamente, non lo pensereste neanche un attimo) e vi ronzo attorno. Questo mese, vi ho inondato di tele- polline, lavorando ad un prodotto di un nostro prestigioso clienete. Ho parlato e fatto parlare community, forum, siti di settore. Sono arrivato al primo risultato di Google, incrementando le discussioni fino al 300% (vedi grafico sottostante). Ho acquisito la fiducia del consumatore ma consolidato anche quella del cliente. Adesso, mi (ri)poso su altri fiori, aspettando che la campagna banner prossima alla partenza faccia il suo corso, con vertendo l’interesse in un maggior consumo.
Chiamatemi imbonitore o strillone o ciarlatano o imbroglione se vi va, ma io mi sentirò sempre un’ape. Viaggiatrice …

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Michael Jackson is dead

Finale da thriller, come nel suo stile. Da poco è passata l’una, quando ho appreso la notizia della morte di quello che è forse considerato la più importante popstar del secolo, Micheal Jackson. La notizia non è ancora ufficiale, tutto lascia pensare che lo sarà a breve. Jackson era ricoverato in ospedale dalle 21 (ora italiana) in seguito ad un arresto cardiaco che lo ha fatto collassare mentre si trovava nella sua abitazione di Holmby Hills a Los Angeles.
Il tam tam mediatico è già iniziato, c’è da attendersi un pandemonio nella giornata di domani. Internet è già sovraccarica, le tv non parleranno d’altro. Giusto così, per chi è stato considerato nel 2000 il Miglior artista pop del Millennio nel corso dei World Music Awards.
Aggiornamenti nelle prossime ore…

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Copywired

Non è una nuova figura professionale di un’agenzia pubblicitaria. Ma un pensiero riservato a tutti gli studenti che in queste ore stanno manovrando bignami nascosti nelle mutande o cartucciere arrotolate sul girovita, alle prese con il tema d’italiano alla maturità.
In particolare, a chi ha scelto di affrontare la traccia su Internet e i social network.
Buona fortuna.
Che se buonissima, un giorno arriverete a copiare anche Chris Anderson.

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Il versario (soluzione hi-tech per esami di stato)

Iniziano gli esami di stato. Doveroso augurare un sincero in bocca al lupo ai futuri diplomati e licenziati. Spero che per affrontare le prove siate stati più ingegnosi di Peter…

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C-factor

C come Chi. La rivista.
C come Chi. La canzone.
C come Chi. Ce lo doveva dire che finiva così. Tra un gossip e un reality.
Fonti - e insieme surrogati  - di ogni tipo di comunicazione.
Vai con il testo.

Aahh uuhh
Chi scrive è costretto a rispettare i limiti del foglio
Chi si dedica all’ozio dovrebbe fare sport e a quarant’anni cambiare mestiere
Chi è distratto è quasi sempre insoddisfatto
Chi arriva in ritardo mi saluta con le scuse, come fai tu con me
Chi vuole molte cose le ottiene
Chi vuole tutto non avrà niente
Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere
Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere
Chi vive ai margini rispetta solo i suoi simili
Chi vive ai margini rispetta solo i suoi simili
Chi si pente si arrampica suoi vetri
Chi si pente si arrampica suoi vetri
Chi parla molto bene non fa le frasi fatte ma tradire è il pane che dimezza l’amore
Oggi sono pigro, vuoto e desolato non ho per niente freddo e neanche paura
Chi apre la mia porta dovrebbe poi richiuderla
Sia che resti sia che decida di andare via
Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere
Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere
Chi fa giochi di parole non parla seriamente
Chi fa giochi di parole non parla seriamente
Chi racconta barzellette non ha altri argomenti
Chi racconta barzellette non ha altri argomenti
Chi deroga i veggenti ha paura del futuro
Chi dice le bugie non ha figli ma manie
Aahh uuhh
Chi controlla il passato controlla il futuro
Chi controlla il presente controlla il passato
Chi controlla il passato controlla il futuro
Chi controlla il presente controlla il passato
Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere
Chi fa giochi di parole non parla seriamente
Chi racconta barzellette ha finito gli argomenti
Chi deroga i veggenti ha paura del futuro
Chi fa giochi di parole non parla seriamente
Chi dice le bugie non ha figli ma manie

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La rivoluzione di Twitter

Per noi è diventata un’abitudine quotidiana, un modo altro per tenere fisso e aperto lo sguardo sul mondo. 140 caratteri per raccontare la vita dell’agenzia, per condividere pensieri e opinioni, per registrare avvenimenti. Oggi, finalmente, anche la stampa registra la rivoluzione e prova ad attrezzarsi. Il Corriere dedica un articolo Twitter luogo dove la libera circolazione di idee, pensieri, riflessioni, esperienze – da sempre sintomo e causa di una società viva e attiva – è ancora permessa. Una circolazione tempestiva, non mediata, sintetica, incisiva. Un confronto che va coltivato, cercato, ampliato. E mentre ieri, davanti ad un cous cous, ci confrontavamo con l’esperienza di un saggio dal cuore giovane riflettevo che questa è la più grande ricchezza che abbiamo, l’unica per la quale valga la pena svegliarsi tutte le mattine e provare a svegliare chi si è assopito. Davanti alla TV. 

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